Menu Chiudi

Vendite online: ricevuta, scontrino o fattura?

Vendite online e la documentazione fiscale

Un aspetto molto importante nelle vendite online è la corretta emissione dei documenti fiscali. Inoltre con le ultime novità, prima la fattura elettronica a partire dal 2019, poi l’obbligo del Registratore Telematico (RT), a partire da gennaio 2020 hanno generato ulteriori incertezze. Infine si aggiungano le complicazioni tipiche del fisco italiano, complicazioni dovute a deroghe, proroghe ed eccezioni, spesso legati a regimi speciali, quali ad esempio il regime forfettario.

In questo articolo cerchiamo di fare un pò di chiarezza sule tema “Vendita online” e la relativa documentazione fiscale.

Se vuoi saperne di più riguardo l’ecommerce, nel gruppo facebook Business e Fisco è disponibile una breve guida in PDF

Vendite online: la normativa fino al 2019

Fino al 31 dicembre 2019, cioè prima dell’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato dello scontrino elettronico, le situazioni che potevano verificarsi erano le seguenti:

a) Per la vendita online poteva essere emessa una fattura elettronica;

b) Per la vendita online poteva essere emessa una ricevuta fiscale;

c) Se il venditore era dotato di registratore di cassa, ad esempio perché effettuava vendite in negozi fisici, poteva, a fronte della vendita online, emettere uno scontrino, e quindi includere automaticamente l’incasso della vendita online, nei corrispettivi giornalieri, attraverso la chiusura di cassa, e alla successiva annotazione nel registro dei corrispettivi;

d) Poteva il venditore, anche non emettere nessun documento fiscale per le vendite in ecommerce. Ad ogni modo doveva annotare gli importi incassati nel registro dei corrispettivi. Questo grazie alle esemplificazioni introdotte con il DPR 696/1996 articolo 2 comma 1 lettera oo).

Chi operava nel regime forfettario, qualora non avesse emesso fattura elettronica, avrebbe comunque dovuto annotare l’incasso nel registro dei corrispettivi ( da ricordare che una delle esemplificazioni del forfettario è il mancato obbligo delle scritture contabili, quindi emettendo fattura, non avrebbe dovuto annotarla nel registro IVA, in quanto non obbligatorio, invece optando per la ricevuta fiscale, o per la non emissione dello scontrino (ai sensi del DPR 696/1996, sarebbe stato costretto alla tenuta del registro dei corrispettivi).

Novità introdotte nel 2020 ed effetti sulle vendite in ecommerce

In primo luogo, come già accennato nell’introduzione, è stato introdotto l’obbligo del registratore telematico. Tale obbligo è generalizzato, e non è stata prevista l’esclusione di chi opera nel regime forfettario. Pertanto, a partire dal primo gennaio, anche chi opera con il forfettario, è tenuto all’obbligo del registratore telematico (fermo restando che le sanzioni saranno applicate a partire dal primo luglio 2020, salvo cambiamenti fino a quella data).

Il registratore telematico, o meglio il suo obbligo, ha fatto venir meno l’obbligo di tenuta del registro dei corrispettivi. Ciò è dovuto al fatto che l’agenzia delle Entrate acquisisce i dati relative alle vendite quotidianamente, e quindi il legislatore ha ritenuto superfluo l’obbligo di tenuta del registro dei corrispettivi.

Passiamo adesso ad analizzare la situazione delle vendite online, alla luce della nuova normativa.

Chi vende online oggi ha le seguenti opzioni:

a) emissione di fattura elettronica, o di fattura digitale qualora sia forfettario;

b) Registrazione del corrispettivo attraverso il registratore telematico, e quindi conseguente invio all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri. Qualora si disponga di un negozio fisico, i corrispettivi per le vendite online confluiranno insieme a quelli delle vendite off-line nel flusso di dati da inviare all’agenzia delle entrate. Ciò vale anche per i forfettari.

c) Non registrare il corrispettivo insieme ai corrispettivi telematici, non emettendo alcun documento fiscale (fattura). In questo caso però si dovrà comunque tenere il registro dei corrispettivi, facendo venir meno il vantaggio legato all’obbligo del registratore telematico. Infatti qualora i dati delle vendite online non confluiscano nel flusso di dati del registratore telematico, i contribuenti saranno tenuti ad osservare l’obbligo del registro dei corrispettivi.

Perché per le vendite online non vi è l’obbligo dello “scontrino elettronico”?

Ciò è possibile proprio perché il DM 10 maggio 2019 ha previsto che sono escluse dai corrispettivi telematici le operazioni indicate dal DPR 696/1996, tra cui rientrano anche le vendite online (che sono assimilate alle vendite per corrispondenza). Come indicato dallo stesso DM 10 maggio 2019, l’esonero vale in fase di prima applicazione, quindi non bisogna escludere che le cose in un futuro (prossimo?) possano cambiare

 

Vendere su Amazon: 8 consigli del Commercialista

 

DICHIARAZIONE DEI REDDITI REGIME FORFETTARIO 2020

Related Posts

6 commenti

  1. roberto di segni

    salve…a parte complimenti per la chiarezza ed aver finalmente inserito opzioni che tanti altri tralasciavano (alla fine posso fare lo scontrino anche per la vendita on line e far defluire quanto ricevuto nel normale incasso del negozio e poi comunicato con RT….cosi evito di tenere ancora questo registro corrispettivi…)veniamo alla domanda…
    1)nel caso di emissione fattura elettronica posso seguire la normale numerazione del negozio fisico o va indicata numerazione a parte?
    2) la fattura elettronica va registrata da una qualche parte?
    3)nel caso di mantenimento dei registro corrispettivi (quindi incassi del negozio fisico comunicati con il RT) e l’on line a parte…mantenendo quindi il registro corrispettivi, su questo vanno riportati estremi e importo delle fatture per vendite on line?
    grazie per eventuali chiarimenti

    • Raffaele Marino

      Ciao Roberto,
      grazie per i complimenti.

      Parli di fattura elettronica, quindi parto dal presupposto che non sei in regime forfettario (salvo che, pur essendo in forfettario, tu non abbia optato per la fatturazione elettronica facoltativa).
      Passando alle domande:
      1) nel caso di emissione di fattura elettronica DEVI seguire la normale numerazione del negozio fisico. In alternativa potrai creare un sezionale che raccolga le fatture elettroniche emesse per le vendite online;
      2) la fattura elettronica va registrata nei registri IVA, al momento ancora in vigore (articolo 23 del DPR 633/72). Probabilmente in futuro verrà meno questo obbligo, però per il momento i registri sono ancora obbligatori (diverso è il discorso per i forfettari che sono esonerati dalla tenuta dei registri IVA, salvo l’obbligo di conservare la documentazione in maniera ordinata);
      3) No, in questo caso nel registro dei corrispettivi andranno inseriti solo gli importi delle vendite online che non sono transitati con RT, e che non sono documentati da fattura (altrimenti si avrebbe una duplicazione).
      Infine, il mio consiglio è quello di emettere fattura per le vendite online, in quanto si semplifica la gestione dei resi.
      Un saluto
      RM

  2. Paolo

    Buonasera,
    Anzitutto complimenti per l’articolo: chiaro e di facile lettura.
    Il mio quesito è il seguente: lavoro in una ferramenta che vende al dettaglio ed ha anche un sito web dove vende a clienti in tutta Italia; le consegne avvengono tramite corriere con fattura accompagnatoria.
    In questo periodo di blocco negli spostamenti molti clienti dei paesi limitrofi, tramite il ns. sito, richiedono la consegna della spesa a casa; pertanto dopo aver preparato il materiale due ragazzi (dipendenti) con mezzo aziendale consegnano la merce ed incassano (contanti o bancomat) quanto dovuto. Il mio quesito è il seguente:
    La consegna a mezzo dipendente della spesa a casa (anche se richiesta dal sito) è da considerarsi vendita on line ? La consegna della spesa a casa a privati deve avvenire con fattura o con scontrino ?
    La ringrazio sin da ora per i suggerimenti.

    • Raffaele Marino

      Buongiorno Paolo.
      Grazie per l’apprezzamento dell’articolo.
      La vendita è qualificabile come online quando il contratto di vendita si perfeziona attraverso un portale di vendita online. Da ciò derivano tutta una serie di conseguenze, in particolare per ciò che riguarda gli obblighi informativi, il diritto di recesso e l’eventuale gestione dei resi.
      Ti consiglio la lettura di altri articoli da me scritti in materia di e-commerce che potranno esserti utili, disponibili al seguente link: https://www.consulenzamarino.it/category/e-commerce/.
      Inoltre, nel gruppo facebook business e fisco (https://cutt.ly/DyaBP1L) troverai una guida da me scritta in materia di e-commerce.
      Un saluto.
      RM

  3. Amedeo FOSSO

    Buongiorno dott. MARINO.
    Sono un grossista e da poco ho iniziato a vendere on Line ad altre aziende. Ho emesso regolare fattura elettronica per ogni operazione. Come devo comportarmi nel caso di vendite a privati? Preciso che il nostro punto vendita fisico funziona solo come ingrosso.

  4. Raffaele Marino

    Ciao Amedeo.

    La fattura va più che bene. Nel tuo caso mi soffermerei sui vari adempimenti informativi che devono essere apportati nel sito web, e adempimenti comunicativi all’agenzia delle entrate.

    Ti invito a leggere altri articoli in materia ecommerce da me scritti disponibili al presente link: https://www.consulenzamarino.it/category/e-commerce/.

    Inoltre nel gruppo facebook business e fisco è disponibile una guida da me scritta sugli adempimenti ecommerce. Il gruppo facebook è raggiungibile al presente link: https://cutt.ly/DyaBP1L.
    Un saluto
    RM

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *