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Vendere su Amazon B2B: normativa IVA

Vendere su Amazon B2B: normativa IVA

Continua la rubrica “Vendere su Amazon”, dedicata ad affrontare le tematiche fiscali di chi utilizza il Market place più famoso per le proprie vendite. In questo articolo esaminiamo la normativa IVA per vendere su Amazon B2B (business to business).

Innanzitutto meglio chiarire l’espressione B2B. Si tratta delle operazioni intercorrenti tra due soggetti economici operanti in regime di impresa o professionale, in buona sostanza di due soggetti che operano con partita IVA. Si distinguono dalle operazione B2C (Business to Consumer) che invece riguardano le vendite dirette a consumatori finali. Tale distinzione è fondamentale per individuare la corretta disciplina fiscale (e non solo).

Vendere su Amazon B2B: vendita ad altre imprese o professionisti in Italia.

In questa casistica non si riscontrano particolari criticità in quanto andranno applicate le ordinarie regole per le vendite off line. Quindi generalmente andrà emessa una fattura, in formato elettronico qualora non si operi in regime forfettario (anche se presto la fattura elettronica sarà obbligatoria anche per i forfettari). In fattura ovviamente sarà applicata l’IVA.

Applicazione dell’IVA nelle Vendite su Amazon effettuate nei confronti di imprese estere.

La vendita di beni ad altre imprese comunitarie è caratterizzata dal regime dell’inversione contabile, o reverse charge. In buona sostanza, quando i beni sono trasportati fuori dallo Stato italiano, non dovrà essere applicata l’IVA in fattura. Si tratta di una regola generale che sconta diverse eccezioni (vedi ad esempio le triangolazioni extra-UE). Ad ogni modo spesso le vendite su Amazon, avvengono attraverso operazioni di triangolazione, che rendono l’individuazione della corretta disciplina applicabile ancora più difficile.

Di seguito esaminiamo diverse tipologie di triangolazioni: nazionali, comunitarie ed extra-ue

Triangolazioni nazionali

Si suppongano i seguenti casi:

  • Vendiamo dei beni ad un’altra impresa italiana, i beni però non saranno consegnati in Italia, ma saranno consegnati all’estero, ad esempio in Francia. In questo caso in fattura non dovremo applicare l’IVA ai sensi dell’articolo 58 DL 331/1993. Inoltre non andrà compilato il modello INTRASTAT. Qualora abbiamo i requisiti per essere qualificati come esportatori abituali, le cessioni così effettuate contribuiranno a creare il plafond per acquisto in esenzione IVA. Ad ogni modo bisognerà essere in grado di dimostrare che i beni siano stati trasportati fuori dall’Italia, altrimenti occorrerà applicare l’IVA in fattura, con i conseguenti adempimenti INTRASTAT
  • Vendiamo dei beni ad un impresa estera, ad esempio francese, ma i beni sono consegnati in Italia. In questo caso dovremo applicare l’IVA in fattura, dato che i beni, seppur oggetto di cessione intracomunitaria, non sono stati trasportati fuori dall’Italia. Può accadere che l’impresa acquirente, nell’esempio l’impresa francese, richieda di non applicare l’IVA, in quanto operazione intracomunitaria.  Per “accontentare” questa richiesta, dovremo dotarci della documentazione necessaria in grado di provare che i beni ceduti siano stati materialmente trasportati fuori dall’Italia.

Triangolazioni comunitarie

Si supponga il seguente caso:

  • Un’impresa italiana vende ad un’impresa francese, però consegna i beni presso un’impresa tedesca in Germania. In questo caso, l’impresa italiana emetterà fattura non imponibile per operazione comunitaria, all’impresa francese, nella fattura dovrà indicare che si tratta di un’operazione triangolare. Dovrà inoltre inserire i dati della fattura nel modello INTRASTAT qualora sia soggetta all’obbligo di presentazione del modello, e la vendita contribuirà al plafond in qualità di esportatore abituale.

Triangolazioni Extra-UE

Si supponga il seguente caso:

  • Un’impresa italiana vende ad un’impresa svizzera, ma su incarico di questa consegna i beni in Francia ad un’impresa francese. L’impresa italiana dovrà emettere fattura nei confronti dell’impresa svizzera, e dovrà applicare l’IVA in fattura. Ciò perché la vendita non si configura quale cessione comunitaria di beni, ne tanto meno costituisce esportazione (i beni sono consegnati in Francia). L’operazione rilevata non dovrà essere riportata nel modello INTRASTAT.

Conclusioni su vendere su Amazon nelle operazioni B2B

Per poter vendere su Amazon attraverso operazioni B2B occorre prestare attenzione sull’operazione di volta in volta realizzata. L’applicazione della normativa infatti dipenderà non solo dalla tipologia di interlocutore commerciale (impresa o consumatore), ma anche dalla sua collocazione geografica, e da dove i beni verranno materialmente consegnati.

E’ utile ricordare che ogni volta che si applica il Reverse Charge (o inversione contabile), si dovrà aver cura di raccogliere e conservare la documentazione necessaria per poter provare, in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, che i beni sono materialmente stati spediti all’estero.

Vendere su Amazon: 8 consigli del Commercialista

 

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