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Indici Sintetici di Affidabilità e la violazione dello Statuto del contribuente.

Indici Sintetici di affidabilità

Indici Sintetici di Affidabilità e la violazione dello Statuto del contribuente.

Ancora problemi con i nuovi ISA, ovvero gli indici sintetici di affidabilità, introdotti nel 2017, e che da quest’anno sostituiscono per  tutti i contribuenti i vecchi studi di settore.

La questione riguarda le modifiche che sono state apportate agli ISA precompilati da parte del MEF e rese note solo lo scorso 17 agosto, a fronte della scadenza prevista per il prossimo 30 settembre, riguardante la presentazione della dichiarazione ed il versamento delle imposte.

Si produce così una violazione dello Statuto del Contribuente. Infatti l’articolo 3 comma 2 dello statuto prevede che: le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti.

Sul punto si sono espressi anche ADCEC (Associazione Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) e l’ANC (Associazione Nazionale Dottori Commercialisti) con un comunicato stampa.

Si porta di seguito la versione integrale del comunicato stampa emanato il 20 agosto 2019.

Roma, 20 agosto 2019

Le modifiche di ferragosto ai modelli ISA sono inaccettabili.

Le Associazioni ADC e ANC prendono atto, con rammarico, che dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, con la

Indici Sintetici di affidabilità

pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n.192 del 17 agosto scorso del DM 9 agosto 2019, è stata di fatto sancita la violazione delle disposizioni che regolano i rapporti di lealtà e collaborazione che dovrebbero sussistere fra fisco e contribuenti.

Le rilevanti modifiche apportate, tramite il suddetto decreto, ai dati dei modelli ISA precompilati violano infatti espressamente, fra le altre, le disposizioni contenute nell’articolo 6, comma 3, della legge n.212 del 2000 (cd Statuto del Contribuente) ai sensi delle quali non possono essere apportate modifiche ai modelli e ai software dichiarativi senza lasciare ai contribuenti un termine di almeno sessanta giorni rispetto al termine previsto per l’adempimento.

Tali modifiche, poiché sono state rese note soltanto il 17 agosto scorso, non concedono ai contribuenti il termine minimo previsto.

Siamo dunque di fronte all’ennesimo strappo perpetrato ai principi di collaborazione e buona fede che dovrebbero governare, in ogni tempo, i rapporti fra l’amministrazione finanziaria e i contribuenti.

Per effetto delle novità introdotte sarà dunque necessario procedere ad una revisione generale dei calcoli effettuati e ciò non potrà avvenire prima delle opportune modifiche ai software dichiarativi e gestionali.

Ciò significa che per gli studi professionali il tempo effettivo a disposizione per ricalcolare tutte le posizioni ISA dei propri clienti sarà meno di un mese. Tenuto conto della pausa estiva, difficilmente le software house renderanno disponibili gli aggiornamenti ai programmi prima dell’inizio del mese di settembre.

Quanto sta accadendo intorno ai nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale fa crescere ulteriormente le già forti perplessità che le Associazioni ADC e ANC hanno manifestato, fin da subito, in merito alle difficoltà applicative, al ritardo nel rilascio dei software e all’assenza di veri e propri chiarimenti di prassi amministrativa.

Le novità ferragostane rafforzano dunque il giudizio sull’illegittimità dell’intero strumento già espresso dai Presidenti ADC Enzo De Maggio e ANC Marco Cuchel ai Garanti dei Contribuenti di tutta Italia.

Ma c’è di più. Le modifiche apportate con il decreto in commento, come si legge nel suo articolo 1, tengono infatti conto del parere reso dalla commissione degli esperti in data 14 febbraio 2019. Se ciò è vero resta da chiedersi per quale motivo si è atteso il 17 agosto per rendere pubbliche le modifiche e le novità apportate ai calcoli dei modelli ISA precompilati.

A questo punto la soluzione più opportuna e sulla quale ADC e ANC si sono già espresse dovrebbe comportare la totale disapplicazione degli indici Isa per il periodo d’imposta 2018.

In assenza di questa misura risolutiva, è necessario comunque che si prenda atto delle violazioni che le recenti modifiche determinano e sia disposto un congruo slittamento del termine del 30 settembre per i versamenti delle imposte dovute a saldo e in acconto da parte dei contribuenti soggetti ai nuovi modelli ISA.

L’applicazione dei nuovi indici ISA è questione ormai esasperante per la categoria e costituisce purtroppo l’ennesimo esempio di un agire della Pubblica Amministrazione che non è più tollerabile e rispetto al quale occorre sia intrapresa una sostanziale inversione di marcia. I commercialisti faranno sentire la loro voce, le Associazioni ADC e ANC sono infatti intenzionate, nel corso dell’autunno, a mettere in campo iniziative attraverso le quali esprimere in modo tangibile il profondo disagio dei professionisti e chiedere adeguate riforme fiscali.

ADC – ANC Comunicazione

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