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Incaricati diretti alla vendita esclusi dal bonus di 600€

Incaricati diretti alla vendita esclusi dal bonus 600 del Decreto Cura Italia.

Il DPCM del 17 marzo 2020 ha stabilito misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Nel DPCM non è presente alcuna agevolazione per gli incaricati diretti alla vendita

Come noto il decreto ha previsto una serie di indennità a favore di quanti, a causa del coronavirus, hanno visto ridotta la propria attività, e di conseguenza stanno soffrendo le conseguenze economiche del blocco del Paese, ed anche dell’economia.

Bonus di 600 stabilito dall’articolo 27 del DPCM 17 marzo 2020

Tra le varie misure l’articolo 27 prevede un’indennità di 600€ in riferimento al mese di marzo da erogarsi, tramite richiesta all’INPS a partire dal 1 aprile. L’indennità spetta ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa alla data medesima (23 febbraio), purché siano iscritti alla gestione separata INPS e non siano iscritti al altre forme previdenziali obbligatorie e non siano già beneficiari di trattamenti pensionistici.

Gli incaricati diretti alla vendita (o IDV) non rientrano tra le attività libero professionali, per tale ragione sono esclusi dal bonus di 600 che sarà corrisposto dall’INPS.

Il comunicato dell’associazione di categoria degli incaricati diretti alla vendita AVEDISCO

Sull’esclusione degli incaricati diretti alla vendita di è pronunciata l’associazione di categoria AVEDISCO con la seguente nota:

“Gli incaricati alle vendite sono i veri protagonisti del nostro settore, coloro che quotidianamente, garantiscono un servizio professionale al consumatore finale e concorrono al successo della vendita diretta. Avedisco, da sempre impegnata nella tutela dei propri incaricati alla vendita e dei loro clienti da subito ha scelto, con le proprie aziende associate, di seguire la linea del governo, rispettando le regole più restrittive. Siamo di fatto tra le categorie più penalizzate e non siamo stati considerati. Vogliamo far chiarezza relativamente al beneficio dell’indennità dei 600 euro, che risulterebbe un supporto economico indispensabile per gli incaricati in questo momento di misure così restrittive, sebbene corrette, per il contenimento alla diffusione del Covid-19”.

 

 

 

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