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Credito vacanze: l’incentivo causa Covid elaborato dal Governo

Credito vacanze: incentivo elaborato dal governo

Il credito per le vacanze rappresenta un incentivo elaborato dal governo per far fronte ai danni economici causati dal Covid al settore turistico alberghiero.  Il settore turistico alberghiero rappresenta per l’Italia un comparto economico molto importante, pertanto misure di ripresa non possono non dare il giusto peso a questo settore economico.

DL rilancio e credito vacanze

Ad occuparsi del credito vacanze è l’articolo 183 del c.d. Decreto Rilancio. L’articolo intitolato “Tax Credit Vacanze”, introduce una misura per incentivare gli Italiani a “spendere” soldi in mete turistiche italiane. 

Per alcuni aspetti operativi occorrerà attendere l’emanazione di un provvedimento del’Agenzia delle Entrate.

Chi ha diritto al credito per vacanze e a quanto ammonta?

Il credito per vacanze è riconosciuto  in favore dei nuclei familiari con ISEE in corso di validità, ordinario o corrente, non superiore a 40.000 euro.Il credito è utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare, è attribuito nella misura massima di 500 euro per ogni nucleo familiare. La misura del credito è di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona.

Quando e dove può essere utilizzato?

Il credito per vacanze è utilizzabile, dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed &breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva.

A quali condizioni può essere utilizzato credito per vacanze?

Il credito per vacanze è riconosciuto alle seguenti condizioni, prescritte a pena di decadenza:

a) le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva, da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast;
b) il totale del corrispettivo deve essere documentato da fattura elettronica o documento commerciale elettronico, nel quale è indicato il codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito;
c) il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.

Il credito per vacanze è fruibile esclusivamente nella misura dell’80 per cento, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto.

Recupero dello sconto concesso dalle strutture turistiche

Il comma 5 dell’articolo 183 del Decreto rilancio stabilisce le modalità con le quali lo sconto concesso dalle strutture turistiche può essere recuperato. In particolare lo sconto è rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione con altre imposte dovute,

Vi è anche la possibilità di cedere il credito a soggetti terzi, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, nonché ad istituti di credito o intermediari finanziari. Il credito d’imposta non ulteriormente ceduto è usufruito dal cessionario con le stesse modalità previste per il soggetto cedente. 

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