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Come diventare agente sportivo: requisiti richiesti e adempimenti fiscali

Come diventare agente sportivo

In questo articolo inserito nella rubrica “Attività Economiche” trattiamo i requisiti per diventare agente sportivo.

L’attività di agente sportivo è stata oggetto di modifiche da parte della dell’art. 1, comma 373, della legge 27 dicembre 2017 n. 205 e dell’art. 1 del d.p.c.m. del 23 marzo 2018.

In particolare è stato introdotto l’obbligo di iscrizione in un apposito albo per i soggetti che mettono in relazione due o più parti ai fini: i) della conclusione, della risoluzione o del rinnovo di un contratto di prestazione sportiva professionistica; ii) della conclusione di un contratto di trasferimento di una prestazione sportiva professionistica; iii) del tesseramento presso una federazione sportiva nazionale professionistica.

Iscrizione all’albo degli agenti sportivi

L’iscrizione al Registro si può ottenere previo superamento di un esame abilitativo L’esame di abilitazione si articola in una prova generale e in una prova speciale.

La prova generale si svolge presso il CONI e ha ad oggetto la verifica, scritta e/o orale, delle seguenti materie:

a) diritto dello sport;

b) istituti fondamentali del diritto privato;

c) istituti fondamentali del diritto amministrativo.

Materie di esame per diventare agente sportivo

Il programma di esame ha per oggetto, almeno, il d.lgs. 23 luglio 1999 n. 242, lo Statuto del CONI, i principi fondamentali degli statuti delle Federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate, i principi di giustizia sportiva del CONI e il codice di giustizia sportiva del CONI, la disciplina del professionismo sportivo, le norme sportive antidoping.

Il CONI organizza annualmente due sessioni di prova generale, che si concludono entro la fine dei mesi di marzo e settembre. L’articolo 13 del Regolamento definisce i requisiti di cui occorre essere in possesso per essere ammessi alla prova generale dell’esame di abilitazione, ovvero:

a) essere cittadino italiano o di altro Stato membro dell’Unione Europea;

b) avere il godimento dei diritti civili e non essere stato dichiarato interdetto, inabilitato, fallito,

fatti salvi gli effetti della riabilitazione e dell’esdebitazione;

c) essere in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di titolo

equipollente;

d) non avere riportato condanne per delitti non colposi nell’ultimo quinquennio;

e) non avere riportato condanne per il reato di frode sportiva di cui alla l. 401/1989 o per il reato di doping di cui all’art. 586 bis c.p.;

f) non avere riportato condanne ad una pena della reclusione superiore a cinque anni;

g) non avere riportato sanzioni a seguito dell’accertamento di una violazione delle Norme Sportive Antidoping del CONI o delle disposizioni del Codice Mondiale Antidoping WADA;

h) non avere riportato sanzioni disciplinari per illecito sportivo;

i) non avere sanzioni disciplinari in essere e non ancora completamente scontate nell’ambito della Federazione sportiva nazionale professionistica presso cui intende operare;

j) avere svolto una delle seguenti attività formative

un tirocinio per almeno sei mesi con mansioni operative presso un agente sportivo che eserciti l’attività effettivamente e regolarmente. L’esercizio effettivo e regolare dell’attività è comprovato dal conferimento di almeno cinque incarichi all’anno per tre anni consecutivi nell’ambito della medesima Federazione sportiva nazionale professionistica. Al termine del tirocinio, l’agente dovrà rilasciare una attestazione dell’attività svolta dal tirocinante;

frequenza dei corsi di formazione, di cui all’art. 15;

k) essere in regola con il pagamento del diritto di segreteria.

Organizzazione e svolgimento della prova speciale

L’organizzazione, le modalità di svolgimento della prova speciale, la nomina della commissione esaminatrice, la determinazione del programma d’esame sono demandate alle Federazioni sportive nazionali professionistiche. Inoltre ciascuna Federazione sportiva nazionale professionistica, nell’esercizio della propria autonomia, anche quale articolazione della Federazione internazionale di riferimento, può prevedere il possesso di requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti dal Regolamento CONI, per l’ammissione alla prova speciale dell’esame di abilitazione.

Adempimenti per avviare un’attività di agente sportivo

Per quanto riguarda gli adempimenti al fine di poter avviare l’attività di agente sportivo, questi sono in dipendenza delle modalità di esercizio di tale attività professionale. In particolare se l’attività ricade nella mediazione, ovvero se il procuratore svolge il proprio incarico a seguito di un mandato sia da parte della società che da parte dello sportivo, tale attività è riconducibile fra quelle di impresa, in quanto consiste in attività di intermediazione di beni, dove il bene in questo caso sarebbero i diritti per le prestazioni sportive del professionista. Diversamente nel caso in cui l’attività sia svolta a favore di una sola delle parte, che lo sportivo, o la società, l’attività è qualificata quale attività di lavoro autonomo.

Quindi nell’ipotesi in cui l’attività sia qualificata come impresa, dovrà essere presentata la segnalazione di inizio attività al SUAP del comune ove è ubicata la sede dell’impresa, occorrerà procedere con l’iscrizione presso il registro delle imprese, richiedere la partita IVA, ed iscriversi alla gestione commercianti dell’INPS.

Trattazione fiscale dei compensi dell’agente sportivo

Dal punto di vista fiscale inoltre sulle provvigioni percepite dovrà essere applicata una ritenuta ai sensi dell’articolo 25bis del DPR 600/1973, il quale prevede che: La ritenuta applicata deve essere nella percentuale pari all’aliquota del primo scaglione del reddito IRPEF (attualmente al 23%), La ritenuta e’ commisurata al cinquanta per cento dell’ammontare delle provvigioni indicate nel primo comma. Se i percipienti dichiarano ai loro committenti, preponenti o mandanti che nell’esercizio della loro attivita’ si avvalgano in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi, la ritenuta e’ commisurata al venti per cento dell’ammontare delle stesse provvigioni.

La ritenuta di cui ai commi precedenti e’ scomputata dall’imposta relativa al periodo di imposta di competenza, purché già operata al momento della presentazione della dichiarazione annuale. Qualora la ritenuta sia operata successivamente, la stessa e’ scomputata dall’imposta relativa al periodo di imposta in cui e’ stata effettuata.

Se le provvigioni, per disposizioni normative o accordi contrattuali, sono direttamente trattenute sull’ammontare delle somme riscosse, i percipienti sono tenuti a rimettere ai committenti, preponenti o mandanti l’importo corrispondente alla ritenuta. Ai fini del computo dei termini per il relativo versamento da parte dei committenti, preponenti o mandanti, la ritenuta si considera operata nel mese successivo a quello in cui le provvigioni sono state trattenute dai percipienti. I committenti, preponenti o mandanti possono tener conto di eventuali errori nella determinazione dell’importo della ritenuta anche in occasione di successivi versamenti non oltre il terzo mese dell’anno successivo a quello in cui le provvigioni sono state trattenute dai percipienti.

Obblighi previdenziali dell’agente sportivo

Per quanto riguarda gli aspetti previdenziali bisognerà iscriversi alla gestione commercianti dell’INPS, dovendo versare i seguenti contributi:

  • Contribuzione minimale: la quale si applica a prescindere dagli utili conseguiti nell’esercizio dell’attività di impresa, attualmente (2018) si applica l’aliquota del 24,09% sul minimale di 15.710€ + 7,44€ per contributo di maternità ( per un totale di 3.791,54€)

  • Contribuzione sulle eccedenze: nel caso in cui i redditi superino i 15.710€ saranno applicate le seguenti aliquote: il 24,09% fino ad un reddito di 46.630; ed un’aliquota del 25,09% fino 77.717€. Per i redditi che superano la soglia di 77.717€ non sono dovuti contributi.

Adempimenti contabili

Per quanto riguarda gli obblighi contabili, questi variano a seconda della dimensione e della forma giuridica prescelta. Si ricorda che l’articolo 18 del DPR 600/1973 in tema di contabilità semplificata stabilisce che possono optare per il regime semplificato i soggetti i cui ricavi conseguiti in un anno intero non abbiano superato l’ammontare di 400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, ovvero di 700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attivita’,. Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attivita’ si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativi alla attivita’ prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attivita’ diverse dalle prestazioni di servizi.

Nel caso in cui l’attività svolta non sia configurabile quale attività di impresa, il reddito percepito sarà qualificato quale reddito di lavoro autonomo, e saranno applicate le relative norme: in particolare la tassazione avverrà in base al principio di cassa, e sui compensi percepiti dovrà essere effettuata una ritenuta del 20% a titolo di acconti IRPEF, che sarà scomputata in sede di dichiarazione dei redditi.

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