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Avviare un’attività economica: la guida per chi intende aprire partita IVA

AVVIARE UN’ATTIVITA’ ECONOMICA: COSA C’E’ DA SAPERE?

Avviare un’attività economica è sicuramente un passo importante in quanto comporta l’assunzione di un rischio economico, ovvero il rischio che le risorse investite nell’attività non producano risultati e che il capitale investito vada perduto.

Dall’altro lato però è un esperienza di vita, in quanto occorre misurarsi prima che con il mercato, con se stessi, avendo la possibilità di imparare molte cose.

Fatta questa premessa, quando ci si trova a dover avviare un’attività, che sia di impresa o che sia professionale, occorre scontrarsi con la burocrazia, normative, e adempimenti vari.

In questo articolo sono trattati i principali aspetti di cui occorre essere a conoscenza, senza entrare nei dettagli di singole fattispecie. La finalità è quella di poter dare una panoramica complessiva, e agevolare la comprensione dei diversi adempimenti per far si che chi si accinge ad avviare un’attività economica si faccia trovare il più preparato possibile.

ATTIVITA’ ECONOMICHE: IMPRENDITORE O PROFESSIONISTA.

Un primo aspetto che è utile chiarire è la differenza tra l’attività imprenditoriale e l’attività del libero professionista, in quanto ciò ha effetti sia dal punto di vista civilistico che dal punto di vista fiscale.

Definizione codicistica di imprenditore

Per quanto riguarda l’imprenditore, il codice civile ne da la definizione all’articolo 2082, in particolare è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni e servizi. Quindi emergono tre elementi: il primo è l’esercizio di un’attività “professionalmente” ciò significa che deve essere caratterizzata da abitualità, cioè non deve estrinsecarsi nel compimento di un singolo atto (ad esempio vendita occasionale); il secondo è l’organizzazione, ovvero un organizzazione di mezzi, persone e capitali; il secondo è la produzione e lo scambio di beni e servizi, in particolare i prodotti dell’attività organizzata professionalmente devono essere destinati al mercato, e non ad esempio all’autoconsumo.

Disciplina codicistica di attività professionale

Per quanto riguarda l’esercizio di attività professionale gli articoli di riferimento del codice civile sono il 2222 e seguenti del titolo III intitolato “Del lavoro autonomo”. In particolare l’articolo 2222 disciplina il contratto d’opera, che si ha quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Come è possibile notare, nella disciplina del lavoro autonomo, alla definizione data al contratto d’opera ci sono gli elementi distintivi rispetto all’attività di impresa, e al lavoro subordinato. Infatti l’articolo 2222 prevede lo svolgimento del lavoro prevalentemente proprio, a differenza dell’attività imprenditoriale che mette in risalto l’aspetto organizzativo; mentre rispetto al lavoro dipendente, l’articolo 2222 prevede esplicitamente l’assenza di vincoli di subordinazione.

Rilevanza fiscale della distinzione fra impresa e professionista

Dal punto di vista fiscale si applicano regole diverse a seconda che si tratti di reddito di impresa o di reddito da lavoro autonomo (esercizio di arti e professioni). Tuttavia spesso accade che per alcune attività possa risultare dubbio se un reddito sia qualificabile quale imprenditoriale o da lavoro autonomo, in quanto benché l’elemento organizzativo risalti nella definizione di imprenditore, ciò non significa che il lavoratore autonomo agisca in maniera disorganizzata.

Per meglio chiarire si faccia l’esempio di un fotografo, il quale nello svolgere la propria attività si impegna verso i clienti ad eseguire un’opera (ad esempio un book fotografico, o ancora realizzazione di video riguardanti cerimonie come matrimoni, battesimi ecc…), quindi in questi casi si sarà in presenza di attività di lavoro autonomo.

Tuttavia, qualora il fotografo si avvalga di persone dipendenti, con competenze professionali, tali da non comportare l’intervento diretto del fotografo titolare dell’attività nello svolgimento delle prestazioni concordate con la clientela, e ancora si avvalga di mezzi complessi (e costosi), la prestazione diretta del fotografo può essere considerata marginale, se non addirittura assente, avendo per lo più il ruolo di organizzazione (dei dipendenti professionisti e dei macchinari), e potendo così l’attività essere qualificata come imprenditoriale e non come lavoro autonomo. Va inoltre considerato che qualora il fotografo in questione (e quindi il lavoratore autonomo in generale), utilizzi per l’esercizio della propria attività la forma societaria, ad esempio la società a responsabilità limitata unipersonale, il reddito sarà sempre qualificato quale reddito di impresa, e mai come reddito professionale.

ADEMPIMENTI PER L’AVVIO DI UN’ATTIVITA’ ECONOMICA

Un adempimento fondamentale nella fase di avvio di un’attività economica è la segnalazione di inizio attività (S.C.I.A.) che va presentata presso lo sportello unico delle attività produttive (S.U.A.P.) del comune ove ha sede l’impresa.

Si possono distinguere due tipologie di S.C.I.A., ovvero: quella semplificata, con la quale è possibile iniziare immediatamente l’attività senza dover attendere autorizzazioni; quella condizionata, ovvero quando la S.C.I.A è subordinata all’acquisizione di autorizzazioni o atti di assenso comunque denominati, l’interessato presenta l’istanza allo Sportello Unico contestualmente alla Scia. Entro 5 giorni è convocata la Conferenza di servizi. L’avvio delle attività è subordinato al rilascio delle autorizzazioni, che viene comunicato dallo Sportello Unico all’interessato.

Requisiti generalmente richiesti per l’avvio di un’attività economica

In fase di avvio poi, a seconda dell’attività sarà necessario essere in possesso di requisiti o autorizzazioni, tra le quali le principali sono:

  • requisiti di onorabilità, in buona sostanza si tratta di non aver commesso reati;

  • requisiti di professionalità: che possono consistere nel completamento di percorsi di studi, nel conseguimento di titoli o attestati, o nello svolgimento di periodi lavorativi finalizzati all’acquisizione della professionalità necessaria per svolgere una determinata attività;

  • Autorizzazioni igenico sanitarie: in particolare sono richieste nei settori riguardanti il commercio di alimenti;

  • Autorizzazioni ambientali: riguardanti quelle attività che per tipologia o dimensione realizzino tipologie o quantità di rifiuti rilevanti per la tutela ambientale;

  • Comunicazioni alla questura: si tratta di un adempimento tipico per le attività di agenzie, o per le attività ricettive;

  • Certificato di prevenzione incendi: finalizzato ad attestare i requisiti di sicurezza antincendio;

  • Ulteriori requisiti richiesti, in particolare per le attività intellettuali, è il possesso di titoli abilitativi; iscrizione in registri tenuti dagli ordini professionali, il rispetto degli obblighi di formazione continua; stipula di un contratto di assicurazione professionale;

Per quanto riguarda gli adempimenti oltre alla presentazione della S.C.I.A., e al possesso dei requisiti e autorizzazioni richieste in base al tipo di attività, occorrerà:

  • Procedere all’iscrizione presso il registro delle imprese;

  • Richiedere la partita IVA;

  • Iscrizione alla gestione previdenziale;

  • Iscrizione all’INAIL

  • Inoltre l’imprenditore dovrà dotarsi di un indirizzo PEC.

SCELTA DELLA FORMA GIURIDICA PER AVVIARE UN’ATTIVITA’

La scelta della forma giuridica con la quale si eserciterà l’attività è sicuramente un momento importante, in quanto andrà ad incidere sul funzionamento organizzativo dell’impresa, inciderà nei rapporti con altri soggetti (soci, fornitori, clienti, finanziatori, Amministrazioni pubbliche ecc…), ed inciderà anche sulle modalità di tassazione. In particolare le forme potranno essere le seguenti:

Impresa individuale

Impresa individuale: è la forma giuridica più snella, infatti vi è la presenza di un imprenditore, il quale risulta essere il fulcro dell’attività gestionale. L’imprenditore individuale è responsabile per i debiti contratti non solo con il patrimonio dell’impresa, ma anche con il patrimonio personale (regime di responsabilità illimitata). Qualora l’imprenditore sia qualificato come piccolo imprenditore non sarà soggetto a procedure fallimentari. Esistono alcune “varianti” all’impresa individuale. Ovvero vi è la possibilità di costituire un impresa familiare, o impresa coniugale. In realtà non si tratta di forme giuridiche differenti, in quanto si tratterà sempre di imprese individuali, dove la gestione e la responsabilità e incentrata sull’imprenditore, ma si tratta di varianti che permettono di regolare il ruolo dei familiari partecipanti all’attività di impresa, attribuendo agli stessi familiari che vi partecipano sia diritti di tipo economico (partecipazione agli utili), sia diritti di natura gestionale.

Società di persone

Società di persone: sono forme giuridiche per l’esercizio in forma collettiva dell’attività di impresa. I modelli utilizzabili sono: società in nome collettivo, società in accomandita semplice, o società semplici, ma quest’ultimo modello è utilizzabile solo per le attività imprenditoriali non commerciali, quali ad esempio l’attività di imprenditore agricolo o le attività intellettuali.

Benché l’attività sia esercitata attraverso la costituzione di un ente collettivo, ovvero la società, l’elemento personale del socio rimane sempre centrale. Infatti anche per le società di persone vale il principio di responsabilità illimitata dei soci per le obbligazioni contratte dalla società, seppur tale responsabilità sia sussidiaria, ciò significa che eventuali creditori sociali prima di aggredire il patrimonio personale dei soci dovranno soddisfarsi attraverso l’escussione del patrimonio sociale.

Inoltre vale il principio di responsabilità solidale da parte dei soci, si tratta di un aspetto molto importante, in base al quale il creditore, potrà decidere di aggredire il patrimonio di un singolo socio (generalmente quello più capiente) per soddisfare il proprio credito. Il socio che ha saldato l’obbligazione sociale con il proprio patrimonio potrà successivamente agire in regresso nei confronti degli altri soci (da considerare che l’azione in regresso potrebbe non andare a buon fine). Fa eccezione al regime di responsabilità illimitata la figura del socio accomandante nelle società in accomandita semplice, il quale è responsabile limitatamente alla quota partecipativa. Tuttavia il socio accomandante non può partecipare alla gestione “attiva” della società, pena perdita del beneficio di responsabilità limitata.

Società di capitali

Società di capitali: sono enti dotati di soggettività giuridica, ovvero sono entità completamente separate dai soci. Le forme di società di capitali ammesse nel nostro ordinamento sono: la società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni ed infine le società cooperative.

L’elemento che caratterizza tali forme societarie è l’autonomia patrimoniale perfetta, ovvero contrariamente a quanto avviene nelle società di persone, i soci non rispondono con il proprio patrimonio personale delle obbligazioni societarie (salvo particolari eccezioni!). A questo vantaggio, corrisponde una maggiore complessità nel suo funzionamento e negli adempimenti amministrativi e fiscali che sono richiesti. Tuttavia va rilevato che le modifiche apportate nel corso del tempo al diritto societario, hanno fatto della società a responsabilità limitata uno strumento giuridico equiparabile, per la sua flessibilità, alle società di persone, rendendolo maggiormente vantaggioso non solo per la responsabilità limitata dei soci, ma anche per la possibilità di costituire la società in forma unipersonale, cosa non possibile nel caso delle società di persone.

Inoltre le attività economiche possono essere esercitate anche in forma di aggregazione tra imprese, ad esempio attraverso la costituzione di consorzi, di reti di impresa, e di associazioni temporanee di impresa.

Attività professionali

Anche le attività professionali possono essere esercitate in forma aggregata, in particolare possono essere utilizzate le seguenti forme:

  • Società semplice;

  • Associazioni tra professionisti;

  • Società tra professionisti

ASPETTI FISCALI DA CONOSCERE PER AVVIARE UN’ATTIVITA’ ECONOMICA

In base alla forma giuridica adottata vi potrà essere una differente forma di tassazione. Per quanto riguarda le attività di impresa, nel caso di imprese individuali la tassazione avviene direttamente in capo all’imprenditore. Nel caso di società di persone, la tassazione sarà direttamente in capo ai soci pro-quota, in base al diritto di partecipazione agli utili.

I soci pagheranno le imposte dirette sugli utili societari indipendentemente dal fatto che tali utili siano distribuiti o permangano in azienda (ad esempio perché si sta pianificando un investimento). Tale modalità di tassazione è definita per trasparenza, ovvero la società di persone non è dotata di soggettività tributaria, ed i soggetti incisi dalle imposte sono i soci.

Le società di capitali invece hanno piena soggettività tributaria, ed infatti sono soggette ad IRES. La tassazione in capo ai soci avverrà solo nel momento in cui gli utili sono percepiti.

Infine va ricordato che le attività professionali ai fini fiscali danno luogo ai redditi per arti e professioni, applicando regole parzialmente differenti rispetto ai redditi di impresa. Infine, qualora l’attività professionale sia esercitata attraverso la forma societaria, tali redditi saranno qualificati quali redditi di impresa.

ADEMPIMENTI CONTABILI E FISCALI DA CONOSCERE PER AVVIARE UN’ATTIVITA’ ECONOMICA

Avviare un’attività comporta una serie di adempimenti fiscali. A seconda della tipologia di attività e della forma giuridica prescelta occorre adempiere ad una serie di obblighi comunicativi, dichiarativi, e di versamento. Di seguito si elencano i principali:

per quanto riguarda gli adempimenti dichiarativi:

  • Dichiarazione dei redditi;

  • dichiarazione IRAP;

  • dichiarazione annuale IVA;

  • dichiarazione dei sostituti di imposta

  • Ulteriori adempimenti dichiarativi possono essere previsti in base alla tipologia di attività

Per quanto riguarda le comunicazioni:

  • Comunicazione delle certificazioni uniche;

  • Comunicazione Indici Sintetici di Affidabilità (ISA che sostituiscono gli studi di settore)

  • Comunicazione delle spese sanitarie (per medici)

  • Compilazione dei modelli intrastat (operazioni intracomunitarie);

  • Comunicazione dati fatture per operazioni con l’estero (esterometro);

  • Comunicazione dei corrispettivi;

  • Comunicazioni periodiche all’istituto previdenziale

Ulteriori comunicazioni possono essere previste in ordine alla particolare natura dell’attività ed al settore di appartenenza

Per quanto riguarda i versamenti:

  • Versamenti IVA;

  • Versamenti imposte dirette, primo acconto, secondo acconto e saldo

  • Versamenti ritenute operate per compensi erogati;

  • Versamenti ritenute lavoro dipendente

  • Versamenti ritenuti sui compensi e provvigioni;

  • versamenti ritenute sui dividenti;

  • versamenti agli istituti previdenziali per lavoro prestato dall’imprenditore;

  • Versamento tassa di concessione governativa (società di capitali)

  • Versamento diritti camerali;

  • Versamento per deposito bilancio;

Anche qui occorre considerare che in ordine alla tipologia di attività economica possono essere previsti ulteriori versamenti.

Per quanto riguarda gli adempimenti contabili, per i soggetti che beneficiano della contabilità semplificata

  • Registri IVA, ed il registro dei beni ammortizzabili;

  • Libro unico del lavoro

  • Situazione patrimoniale economica

Per le società di capitali:

  • Libro giornale ed il libro degli inventari;

  • Scritture ausiliarie di magazzino;

  • Libro delle decisioni degli amministratori, ed il libro dei soci;

  • Redazione e deposito del bilancio composto da stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa, e laddove esistano i requisiti dimensionali, rendiconto finanziario.

In base alla dimensione della società e alla forma specifica della società possono essere previste delle semplificazioni. Ad esempio nelle società a responsabilità limitata non è prevista l’obbligatorietà del libro dei soci.

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