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Avviare un’agenzia di affari e disbrigo pratiche

Come avviare un’agenzia di affari e di disbrigo pratiche: la guida

In questo articolo appartenente alla sezione “Attività Economiche” esaminiamo quali sono i passaggi da seguire per avviare un’agenzia di affari e disbrigo pratiche, e di conseguenza vedremo i principali adempimenti amministrativi, fiscali e contabili.

In cosa consiste l’attività delle agenzie di affari e di disbrigo pratiche?

L’attività di richiesta certificati e disbrigo pratiche giuridicamente comporta il compimento, da parte di un soggetto professionalmente qualificato, di atti di tipo non negoziale a favore di un privato. Si tratta di un’attività di carattere materiale il cui compimento dà luogo ad una prestazione di servizio.

Dal punto di vista del diritto privato, quindi, il rapporto che si instaura tra le parti ricade sotto la disciplina del contratto d’opera regolato dagli articoli 2222 e seguenti del C.C. (Libro V, Tit. III, Capo I) che così ne definisce i tratti caratteristici: “Quando una persona si obbliga a compiere un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti di un committente, si applicano le norme di questo capo”.

Affinità con il contratto di mandato.

Il contratto presenta notevoli affinità con il mandato (Art. 1703 C.C.) e con il contratto di lavoro autonomo (Art. 2230 C.C.). Tuttavia esso si differenzia da entrambi; mentre nel mandato l’oggetto del negozio consiste in un facere, ossia nel compimento di uno o più atti giuridici, e, nel contratto di lavoro, in un’attività di tipo intellettuale, nel caso di specie esso è rappresentato da un’attività prettamente materiale.

L’assolvimento dell’incarico conferito senza forme particolari determina, per il cliente, l’obbligo del pagamento di un corrispettivo detto di intermediazione e/o provvigione fissato in base alle tariffe o a quanto pattuito.

Nella pratica i soggetti che svolgono l’attività in argomento sono di norma imprese di ridotte dimensioni denominate Agenzie Pubbliche dalla Legge di Pubblica Sicurezza e nella prassi commerciale. Tale terminologia è impropria in quanto l’agente concorre comunque ad un’attività di tipo negoziale che manca nella fattispecie.

Occorre, peraltro, evidenziare che con lo stesso termine, normalmente seguito dalla specificazione del tipo di affari trattati, sono indicate numerose altre attività professionali ed imprenditoriali, autonomamente classificate ai fini I.STA.T. e tributari (ad es.: le agenzie di affari, pubblicitarie, investigative, teatrali, di servizi vari, etc.).

Richiesta dell’autorizzazione al questore per l’avvio di un’agenzia di affari.

Data la particolare natura dell’attività esercitata, le agenzie sono sottoposte alla vigilanza ed al controllo dell’autorità di P. S.; per la loro apertura e conduzione occorre la licenza del Questore, ai sensi dell’art. 115 del T.U.L.P.S. Nella stessa licenza sono specificati i nomi dei preposti e dei rappresentanti che possono sostituire il titolare.

Limitatamente ad alcune particolari attività, la legge prevede eccezioni per quanto concerne l’organo competente al rilascio della licenza. Il regolamento del T.U.L.P.S., all’art. 205 e successivi, ha chiarito il concetto e la funzione delle Agenzie Pubbliche specificando che in tale denominazione sono da comprendere quelle “imprese, comunque organizzate, che si offrono come intermediarie nell’assunzione o trattazione di affari altrui, prestando la propria opera a chiunque ne faccia richiesta”.

La Legge di Pubblica Sicurezza ha stabilito, inoltre, una serie di obblighi per i titolari di tali esercizi. Da segnalare, per le implicazioni di carattere fiscale, quello previsto dall’art. 120 del T.U.L.P.S. di tenuta di un registro giornale degli affari secondo le modalità prescritte dall’art. 260 del Regolamento di P.S.

L’attività viene esercitata prevalentemente da imprese individuali costituite su base familiare o comunque di piccole dimensioni, talora specializzate nell’offerta di un particolare servizio, quale è quello risultante dalla licenza di esercizio.

I codici ATECO da utilizzare per le attività svolte dall’agenzie di affari e disbrigo pratiche.

Tale attività è individuata dal codice ATECO 2007 82.99.40. Agenzie disbrigo pratiche, tuttavia la codifica attribuita al soggetto può non essere indicativa del contenuto intrinseco dell’attività, sia in quanto l’attribuzione della partita I.V.A. segue il criterio dell’attività prevalente, sia perché i compiti materialmente previsti all’interno della categoria sono alquanto ridotti e si intravedono ampi spazi di accessorietà e di promiscuità. Molte agenzie, infatti, adoperano i codici attività 63.99.00. 74.90.99. e 82.99.99. previsti rispettivamente per altre attività di servizi di informazione nca, altre attività professionali nca e altri servizi di supporto alle imprese nca. E’ opportuno nell’individuazione del codice ATECO appropriato, che si prendano in considerazione le effettive attività in concreto esercitate.

Adempimenti amministrativi per avviare un’agenzia di affari e disbrigo pratiche.

Per quanto riguarda gli adempimenti amministrativi, si dovrà procedere con la segnalazione di inizio attività presso il SUAP del comune nel quale vi è la sede dell’impresa. Nel caso in cui l’attività sia organizzata in forma di impresa, oltre a richiedere la partita IVA, occorrerà procedere con l’iscrizione presso il registro delle imprese. Alternativamente, l’attività può essere esercitata in forma di arti e professioni, qualora vi sia l’assenza di un organizzazione di mezzi e di persone.

Al fine di poter avviare l’attività di impresa, occorre quindi essere in possesso del requisito di onorabilità. In particolare è previsto che Non possono esercitare l’attività

a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione.

b) Coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale.

c) Coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;

d) Coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l’igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale.

e) Coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell’attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali.

f) Coloro che sono sottoposti a una delle misure previste dal Codice delle leggi antimafia (D.Lgs. n. 159/2011)1 ovvero a misure di sicurezza.

Il divieto di esercizio dell’attività nei casi previsti dalle lettere b), c), d), e) ed f), permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

Il divieto di esercizio dell’attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione.

Svolgimento dell’attività di agenzia di affari e disbrigo pratiche in forma societaria

In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all’attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall’articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252. In caso di impresa individuale i requisiti devono essere posseduti dal titolare e dall’eventuale altra persona preposta all’attività commerciale.

Adempimenti contributivi

Nel caso in cui l’attività sia esercitata in forma di impresa, il titolare, o il socio esercente l’attività nel caso in cui sia adottata la forma societaria, dovrà iscriversi presso la gestione commercianti INPS, Per la gestione commercianti i contributi previdenziali possono essere suddivisi in due componenti2:

  • Contribuzione minimale: la quale si applica a prescindere dagli utili conseguiti nell’esercizio dell’attività di impresa, attualmente (2018) si applica l’aliquota del 24,09% sul minimale di 15.710€ + 7,44€ per contributo di maternità ( per un totale di 3.791,54€)

  • Contribuzione sulle eccedenze: nel caso in cui i redditi superino i 15.710€ saranno applicate le seguenti aliquote: il 24,09% fino ad un reddito di 46.630; ed un’aliquota del 25,09% fino 77.717€. Per i redditi che superano la soglia di 77.717€ non sono dovuti contributi.

Nel caso in cui l’attività sia esercitata in forma professionale, l’iscrizione dovrà essere fatta presso la gestione separata INPS. Le aliquote contributive variano a seconda che il contribuente sia già titolare di pensione o di altra tutela pensionistica obbligatoria, o meno. In particolare nel caso in cui

  • il professionista non sia dotato di altra forma di tutela pensionistica, l’aliquota contributiva sarà del 25.72%.

  •  Nel caso in cui il contribuente già percepisca una pensione, o abbia già una tutela pensionistica, l’aliquota contributiva è fissata al 24%.

Come detto affinché si possa esercitare tale attività occorre richiedere un’autorizzazione dalla P.S. Altri obblighi sono i seguenti

  • tenere un registro degli affari, in cui annotare senza spazi in bianco, il nome cognome e domicilio del committente, la data, la natura della commissione, il corrispettivo pattuito e dovuto, e l’esito dell’operazione.

  • Compiere operazioni o accettare commissioni solo da persone munite di carta d’identità, o di altro documento, fornito di fotografia, proveniente da un’amministrazione dello stato.

  • Conservare il registro per almeno un quinquennio, mettendolo a disposizione delle autorità di P.S. Ed esibirlo ad ogni richiesta degli agenti e ufficiali PS;

  • Tenere affissa nei locali dell’agenzia in modo visibile la tavella delle operazioni svolte con la tariffa dei prezzi.

  • Non compiere operazioni diverse da quelle indicate nella tabella.

Obblighi contabili per chi esercita un’attività di agenzia di affari e disbrigo pratiche

Per quanto riguarda gli obblighi contabili, questi variano a seconda della dimensione e della forma giuridica prescelta. Si ricorda che l’articolo 18 del DPR 600/1973 in tema di contabilità semplificata stabilisce che possono optare per il regime semplificato i soggetti i cui ricavi conseguiti in un anno intero non abbiano superato l’ammontare di 400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, ovvero di 700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attivita’.

Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attivita’ si fa riferimento all’ammontare dei ricavi relativi alla attivita’ prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attivita’ diverse dalle prestazioni di servizi.

1 Con l’adozione del nuovo Codice delle leggi antimafia (D.Lgs. n. 159/2011) i riferimenti normativi alla legge n. 1423/1956 e alla legge n. 575/1965, presenti nell’art. 71, comma 1, lett. f), del D.Lgs. n. 59/2010, sono stati sostituiti con i riferimenti allo stesso Codice delle leggi antimafia (art. 116).

2Le aliquote indicate si riferiscono al 2018, quindi possono essere oggetto di (lievi) variazione di anno in anno.

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